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23
set. 2012

#Siria: un’altra guerra che spazza via la Normalità

Scritto da Margherita in News dal Mondo, Solidarietà e Onlus | Scrivi un commento

Mohamad ha 12 anni, è siriano ed è sordo. Il giorno che il pulmino di Terre des Hommes è arrivato alla sua tenda di fortuna ad Arsaal, in Libano dove è fuggito con la famiglia, credeva che avrebbe portato anche lui a scuola, ma era troppo grande e il pullman non lo ha preso con se. Il giorno dopo Mohamad ha atteso con pazienza il pulmino con i più piccoli, e quando le porte si sono chiuse davanti a lui, ha iniziato a correre. Ha corso per 2 km per arrivare alla scuola, perché anche lui voleva imparare.

Nessuno di noi ha idea di che cosa significhi la guerra. Nessuno di noi lo sa, perché nonostante gli echi che ci raggiungono attraverso le TV e i giornali, fortunatamente non abbiamo la possibilità di vedere la normalità che se ne va dietro le bombe e i carri armati. Fare la spesa, andare a scuola, uscire la sera con gli amici, andare al cinema. Via, la Guerra spazza tutto via, e per prima cosa spazza via le vite semplici della gente ordinaria.

Anche in Siria è così: dalle parole delle Associazioni di AGIRE, arrivano per la prima volta i racconti di chi ha visto negli ultimi anni le famiglie scappare portandosi dietro minimo 5 ragazzi ognuna. Le ONLUS operano per cercare di mantenere in vita una parvenza di normalità per i ragazzini, ma quando le cose precipitano e non resta nulla, la normalità non è che un miraggio.

Mohamad è uno di quei ragazzi siriani che è fuggito in Libano con la famiglia e che da mesi non può tornare a scuola. Inseguire il pullman per lui significa inseguire quella normalità, recuperare dignità, dimenticare per un po’ il dolore e la paura.

Ma non è facile riprendere a studiare, né in Siria né nei Paesi limitrofi dove è sfollata la gente. Per adesso sono ben 801 le scuole della Siria diventate centri di accoglienza per chi ha dovuto abbandonare la propria casa. 2.072, il 10% del totale, sono state distrutte.

Fa paura la testimonianza di Mauro Clerici, responsabile di Terre des Hommes in Libano, che fa toccare con mano il conflitto in tutta la sua disarmante realtà: “Mohamed e i suoi fratelli hanno lasciato la Siria da poco meno di un mese, ma l’assenza dai banchi di scuola risale a due interi anni scolastici, sin dai primi segni di protesta nel loro paese. La situazione della famiglia di Mohamed è catastrofica. Possiedono solo i vestiti che avevano addosso quando hanno attraversato la frontiera cercando salvezza in Libano. Ad Arsaal lavoriamo con circa 3000 rifugiati siriani, di cui più di mille in età scolare. Quello che facciamo – continua Clerici - è offrire lezioni di supporto scolastico alternative alla scuola con programmi di lezione regolari di 4 ore per 4 giorni a settimana. L’obiettivo finale è inserire i bambini all’interno del sistema scolastico libanese, ma questo per ora non è possibile.”

Il direttore di AGIRE, Marco Bertotto, conclude: “E’ risaputo quanto l’effetto “normalizzante” della scuola sia fondamentale nella ripresa della vita quotidiana di bambini che hanno subito traumi drammatici. Ci troviamo di fronte a ragazzi che hanno assistito a violenze inaudite e spesso perso famigliari negli scontri.”

Ma la situazione è ben lontana dalla normalità. E le cose non possono che peggiorare: quando arriveranno l’inverno e il freddo, con temperature che oscillano tra i 2 e i 12 gradi, l’aumento del prezzo del petrolio e la sua scarsa reperibilità renderanno impossibile riscaldare le scuole, sia quelle dove si fa ancora lezione che quelle che ospitano i profughi.

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Vi ricordo che fino al 24 settembre si può donare 2€ col numero di emergenza 45500.

Oppure visitate il sito di AGIRE.

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Questo post si inserisce all’interno del progetto BloggaperAGIRE, un’ iniziativa di comunicazione e raccolta fondi ideata da AGIREonlus per dar voce alle emergenze umanitarie. I contenuti del post non hanno nessuno scopo politico. Il lavoro delle ONG di AGIRE è slegato da qualunque agenda politica e avviene nel rispetto assoluto dei tre principi umanitari fondamentali  di neutralità, imparzialità e indipendenza.

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