21
lug. 2011

Emergenza Somalia e Corno d’Africa: crisi dimenticata

Scritto da Margherita in News dal Mondo, Solidarietà e Onlus | 4 Commenti

Stamani ho chiesto ai miei colleghi (e parlo di gente colta e informata) se erano al corrente di quello che sta accadendo in Somalia, della carestia e dell’emergenza umanitaria … e ovviamente la risposta è stata un viso alquanto interrogativo.

E devo confessare che anche io fino ad alcuni giorni fa non avrei saputo niente, se non mi fosse capitato di guardare l’ultimo servizio di un TGR del mattino!

Purtroppo non essere molto ferrata sull’argomento, perciò mi limito a riportare alcuni fatti raccolti oggi sul Corriere della Sera

NAIROBI - Alla guerra si è sommata la carestia e l’inferno Somalia è sprofondato sempre più nel girone peggiore dei dannati. La gente in fuga senza cibo sta arrivando nei campi profughi che l’Unhcr, l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, ha organizzato nei Paesi confinanti con l’ex colonia italiana. Il più grande a Dadaab, in Kenya.

Ma nessuno si aspettava un esodo di questo genere e le agenzie dell’Onu hanno lanciato un appello ai Paesi donatori perché si mobilitino per aiutare chi rischia di morire di fame. «Ma sembra che il nostro appello finora abbia trovato più che altro orecchie sorde», ha detto a Nairobi Mark Bowden, coordinatore delle Nazioni Unite per le azioni umanitarie in Somalia. L’Onu ha dichiarato lo stato di emergenza umanitaria, una condizione che si verifica quando il numero di bambini malnutriti supera il 30% e ne muoiono 2 al giorno su diecimila. Ora la malnutrizione ha raggiunto (e in alcune aree ha superato) il 50%, la concentrazione più alta al mondo, e il numero di bambini fino a 5 anni che si spengono ogni giorno è arrivato a quota 6.

– La mancanza di pioggia per due stagioni consecutive ha impedito di ottenere buoni raccolti e la gente per sopravvivere ha mangiato le sementi. A tutto ciò si è aggiunta le guerra ormai endemica. Le organizzazioni umanitarie qualche anno fa erano state cacciate dalla Somalia dagli shebab, i fondamentalisti islamici legati ad Al Qaeda che le accusavano di voler diffondere la cultura occidentale. Quindi la situazione si era deteriorata sempre più. Ora, vista la gravità raggiunta, gli estremisti, che controllano buona parte del Paese, hanno chiesto il loro rientro. Sono in molti a credere che possa trattarsi di una trappola.

Gli stranieri sono definiti «walking dollars», cioè dollari che camminano. Rischiano ogni momento di essere rapiti.

- Tra Mogadiscio e Afgoi, una città a 30 chilometri a est della capitale, sono ammassate almeno 100 mila persone che vagano in cerca di cibo e a Dadaab i rifugiati hanno raggiunto quota 400 mila. «È il campo profughi più grande del mondo - ha sottolineato Bowden -. Abbiamo bisogno di aiuto per sistemare e assistere tutti. Negli ultimi mesi in Somalia sono morte di fame decine di migliaia di persone, tra cui molti bambini». Dadaab è abbastanza vicino alla frontiera somala e ogni giorno arrivano dalla Somalia dalle mille alle millecinquecento persone. Dopo lunghi negoziati il governo keniota ha permesso l’apertura di un nuovo campo che era già pronto da tempo ma inutilizzato perché Nairobi non aveva dato le autorizzazioni necessarie.

- La carestia odierna ricorda quella dell’autunno 1992. Nel dicembre di quell’anno gli Stati Uniti e una trentina di altri Paesi decisero di intervenire inviando contingenti militari. Avrebbero dovuto essere di pace, invece furono impegnati in una feroce e cruenta guerra. Fuggirono lasciando una Somalia che da allora è sprofondata sempre più nel caos, nella disgrazia e nella disperazione.

Per approfondimenti vi consiglio di leggere l’interessante articolo di Gianfranco della Valle “Catastrofe nel Corno d’Africa”

Altre fonti interessanti: Peacereporter

Per dare un contributo economico: Nigrizia

4 Commenti a “Emergenza Somalia e Corno d’Africa: crisi dimenticata”

  1. GianfrancoDV GianfrancoDV il luglio 21st, 2011 alle 14:27

    Cara Margherita, la tua introduzione coglie in pieno il nocciolo della questione. La quasi totale assenza di informazione su una tragedia umana che rischia di coinvolgere oltre 10 milioni di individui. Certo sulla rete si trova di tutto e di più (ti ringrazio per aver citato il mio articolo), ma la fonte principale di notizie, la televisione, è totalmente assente.
    A noi non resta che insistere, parlandone. Ciao
    Gianfranco Della Valle, Sancara

  2. Margherita Margherita il luglio 22nd, 2011 alle 14:53

    Quanta ragione hai Gianfranco….
    capisco che ognuno di noi sia preso soprattutto dai propri problemi quotidiani, più o meno seri, ma che i mass media siano così totalmente lontani da un'informazione corretta e a 360 gradi mi indigna… eppure del Giappone e di Haiti ne hanno parlato a bizzeffe!!!

  3. unpodimondo unpodimondo il luglio 28th, 2011 alle 10:42

    Somalia, Giappone, Haiti? E' solo un mio il sospetto o forse per i media esistono popoli di serie A e popoli di serie B?

  4. Ehi!!! …Laggiù sono 27 anni che non sanno che è Natale!!!! « Un po' di mondo Ehi!!! …Laggiù sono 27 anni che non sanno che è Natale!!!! « Un po' di mondo il luglio 30th, 2011 alle 08:42

    [...] Emergenza Somalia e Corno d’Africa: crisi dimenticata (di Margherita dal blog Riso Nero) [...]

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