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19
lug. 2011
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Consigli da leggere: Mamma Africa |
Haregewoin Teferra è la protagonista, vera, del romanzo-biografia-documento di denucia della giornalista americana Melissa Fay Green, “There is no me without you” (infelicemente tradotto in italiano “Mamma Africa“).
Sullo sfondo di un’Etiopia drogata di miseria e di stracci, dove l’AIDS la fa da padrona, emerge la figura di questa neo Madre Teresa, che mossa dall’amore per i bambini, distrutta dal lutto personale per la perdita della figlia, decide di aprire la sua casa e il suo cuore a decine e decine di orfani di genitori deceduti per dell’AIDS, abbandonati per le strade di Addis Abeba come cani randagi.
Il libro si snoda con un filo di romanzesco e non troppo pietismo, lungo la vita di Haregewoin, svelando al contempo i dettagli della storia dell’Etiopia e della diffusione dell’AIDS.
L’Etiopia e l’AIDS
Mentre Hailé Selassié, despota etiope, nei decenni che seguirono la II Guerra Mondiale, viveva in mezzo allo sfarzo e cibava con bistecche i leoni del suo zoo privato, milioni di persone morivano di fame (NDR: non sembra poi così lonatana questa realtà , vero?!).
Il supporto dell’America e dell’URss che a fasi alterne armarono l’Etiopia contro al Somalia e poi la politica indifferente e dissennata del Paese, non sono stati l’unica disgrazia della nazione.
La disgrazia più grande per l’Etiopia è stata infatti l’AIDS. “Avrebbe ucciso più persone di Mengistu e sarebbe durata più di lui“.
Il libro è condito con dati e date di grande interesse per capire il contesto della vicenda e la realtà attuale dell’Etiopia, troppo spesso taciuta: già nel 1990 in Etiopia 61.000 bambini erano orfani a causa di questa malattia, rendendo il Paese terzo classificato a livello mondiale dopo Uganda e RD Congo.
Una storia che ha dell’incredibile
Non c’è ninte da fare: la storia di Haregewoin Teferra ha dell’incredibile. Come tutte le storie di grandezza e di ricchezza nate in mezzo all’estrema povertà , profuma di fiaba e di misterioso miracolo.
La casa di Haregewoin divenne una casa accoglienza, molti bambini malati, crescendo con i giusti medicinali antiretrovirali, recuperarono la salute e sconfissero l’AIDS e iniziaroino ad essere adottati da famiglie europee e americane.
Haregewoin Teferra oggi
Haregewoin è morta il 17 marzo 2009, ma grazie alla testimonianza della Green, il suo nome ha iniziato a circolare anche dalle nostre parti. Sua figlia Sosina Worku continua instancabile la missione della madre presso la Atetegeb Worku Memorial Orphans Support Association, ad Addis Abeba.
Nota: dopo la lettura di questo libro, così lucido e disincantato, non ho potuto che provare disgusto per la notizia che Papa Benetto XVI, nella sua ultima visita in Africa, ha consigliato agli africani – con atto sciagurato e privo di qualsiasi logica –  di abbandonare l’uso del preservativo, perché “l’AIDS non si combatte con i preservativi, bensì con un rinnovo morale ed etico”. Beh, dalla mia umile posizione –  e sì concedetemeo, con un pizzico di polemica – consiglio al Papa la lettura di questo testo, e di abbandonare più spesso i suoi sontuosi palazzi, per recarsi tra le strade di fango e le case di lamiera africane. Magari in uno di quei tanti orfanotrofi per bambini malati di AIDS in Etiopia…..




Ciao Margherita,
metto subito il libro nella lista di quelli da leggere al più presto… Per il papa, lasciamo perdere e stendiamo un velo pietoso. Meno male che, grazie a Dio, tanti missionari che sono in prima fila nella lotta contro l'Aids in Africa non la pensano come il papa!!!
Non so se all'epoca l'hai vista ma la vignetta francese di Plantu del 2009 è illuminante! Qui la vignetta http://filcusum.files.wordpress.com/2009/03/plant... e qui un blog che riassume la storia… http://filcusum.wordpress.com/2009/03/19/gesu-il-....
Saluti a presto!!!
Grazie marco per i link, sono stupendi…
leggi il libro, è davvero bello e illuminante!